Archetti Oreste di Antonio e Paoloni Maddalena, nato il 23 ottobre 1906 a Terni. Operaio (aggiustatore meccanico), comunista. Ha due fratelli, Amedeo ed Armando ed una sorella Augusta. Frequenta le scuole elementari. Nel 1915 segue la famiglia nel trasferimento da Terni a Sampierdarena (Genova). Nel 1924 riceve una lieve condanna penale per reati comuni, per cui ottiene la condizionale. Dal primo ottobre 1925 si stabilisce a Savigliano (Cuneo), dove lavora presso le Officine meccaniche. Il 6 agosto 1925 è coinvolto in una rissa con spari di arma da fuoco, ma ottiene il non luogo a procedere per amnistia. Dal 1926 al 1928 presta il servizio militare in Marina. Le autorità ritengono che, pur frequentando elementi ritenuti sovversivi, Archetti non risulta aderisca da alcun partito. Poi decide di emigrare ed il 5 novembre 1930, con regolare passaporto, passa la frontiera e si reca a Lille (Nord) presso il fratello Amedeo, ivi residente dal primo ottobre 1915. Qui trova occupazione in una grande industria siderurgica; successivamente si trasferisce a Beausoleil (Alpi Marittine), per collaborare alla gestione del ristorante aperto dal fratello. Nel 1934 aderisce al Partito Comunista. L'11 agosto 1936, insieme ad altri 25 antifascisti, parte da Perpignano per la Spagna per combattere in difesa della Repubblica. Dopo alcune settimane di addestramento a Barcellona, è inquadrato nella Sezione Italiana di Carlo Rosselli e Camillo Berneri, aggregata alla Colonna Ascaso della CNT-FAI. Inviato sul fronte di Huesca, partecipa alla battaglia di Monte Pelato. Dopo aver partecipato ad altre battaglie, nel febbraio 1937, passa ad Albacete (Murcia) nelle file del Battaglione Garibaldi. Inviato sul fronte di Madrid, combatte nella Battaglia del Jarama ad Arganda. Nel marzo 1937 è a Guadalajara e durante la battaglia - mentre tenta di soccorrere un ferito - è colpito da una palla di mitraglia alla coscia destra. È quindi costretto a un periodo di degenza nell'ospedale “Pasionaria” di Murcia. Dimesso, ma inabile al fronte, entra a far parte dei servizi sanitari di retroguardia. Nel 1938 ottiene l’iscrizione al Partito Comunista spagnolo. A seguito del ritiro dei volontari internazionali deciso dal governo repubblicano a fine settembre 1938, mentre ancora si combatte la battagli dell’Ebro, Archetti il 20 settembre 1938. viene concentrato insieme ad altri combattenti delle Brigate internazionali a Torellò (Barcellona) in Catalogna. Dopo lo sfondamento del fronte della Catalogna, nei primi mesi del 1939, torna in Francia, dove è internato nel campo di concentramento di St. Cyprien e successivamente in quelli di Gurs e di Vernet. A seguito dello scoppio delle II guerra mondiale e della resa della Francia, chiede alla CIAF (Commissione Italiana di Armistizio con la Francia) di essere rimpatriato, cosa che avviene il 27 settembre 1941. Arrestato alla frontiera di Mentone è riportato a Terni. Interrogato ammette di essere stato in Spagna, ma sostiene di aver svolto ruoli esclusivamente in ambito sanitario. Dice infatti:” L'11 agosto [1936], mi recai a Perpignano e insieme ad altre venticinque persone che non conoscevo fummo passati [sic] in Spagna attraverso un tunnel e di là diretto [sic] a Barcellona... Dopo quindici o venti giorni ci fecero partire per Castillo de San Juan, quali appartenenti alla Centuria italiana della Colonna "Ascaso"... A Castillo de San Juan fui addetto ai lavori di cucina. Dopo pochi giorni i miliziani presero posizione sul Monte Pelato. Ai primi del febbraio 1937 io ed altri 34 della Colonna fummo distaccati ad Albacete, indi fui destinato al battaglione Garibaldi della XII Brigata internazionale raggiungendo Arganda. Fui assegnato ai servizi sanitari della Brigata. Da Arganda ci trasferimmo a El Pardo nei pressi di Madrid ed indi ci venne ordinato di recarsi a Guadalajara. Quivi, chiamato d'urgenza per soccorrere un miliziano ferito nella famosa battaglia, rimasi ferito anch'io alla coscia destra con palla di mitraglia, per cui fui ricoverato all'ospedale di Murcia. Dimesso da detto ospedale ottenni ancora di far parte dei servizi sanitari di retroguardia per circa un anno fino al 1938Successivamente, in seguito al decreto del Presidente Negrin fu ordinato il ritiro di tutti gli stranieri dalle colonne internazionali e fummo concentrati a Torrelló il 20 settembre 1938. Sono stato internato nel campo di St. Cyprien in altri e per ultimo in quello di Vernet, donde ho chiesto di essere rimpatriato tramite la Commissione italiana d'Armistizio". Non viene creduto ed è deferito alla Commissione Provinciale che lo assegna il 24 novembre 1941 a cinque anni di confino, da scontare a Ventotene "per la sua attività antinazionale svolta specialmente all'estero e per aver fatto parte delle truppe rosse spagnole". Lì ottiene l’autorizzazione di poter corrispondere col fratello Armando a Sampierdarena. Liberato alla caduta del fascismo, rientra il 27 agosto a Sampierdarena, dove viene sorvegliato dalla polizia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre partecipa alla guerra di Liberazione. Secondo una fonte, partecipa poi alla guerra di Liberazione cadendo in località e data imprecisata.
Annotazioni: Profilo basato sulla scheda redatta da Luciana Brunelli e Gianfranco Canali per il sito http://www.antifascismoumbro.it/ sulla base delle seguenti
Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 176, ad nomen; Aicvas, Scheda biografica; Àlvaro Lopez (a cura di), La Colonna Italiana, Quaderno Aicvas n. 5, Roma 1985.
ULR consultata il 16 novembre 2012.
Si ringrazia Gianni Cocconi per la documentazione fornita.
Commenti